I prossimi concerti all'Aula Magna della Sapienza
Mar, 07/02/2012 - 14:05 » Federico@CartaG...
E’ un omaggio alla cultura italiana quello che oggi (7 febbraio) The Hilliard Ensemble fa all’Aula Magna della Sapienza di Roma.
Il quartetto inglese composto da quattro eccezionali interpreti (David James controtenore, Rogers Covey-Crump tenore, Steven Harrold tenore e Gordon Jones baritono) dedicano ai poeti italiani (Dante, Petrarca e non solo) con un repertorio scritto da autori antichi ma anche da artisti viventi come Roger Marsh e Fabio Vacchi, autore quest’ultimo del ciclo "Memoria italiana" che dà il nome all’intero programma.
Inoltre sabato 11, sempre all’Aula Magna dell’università romana il concerto del violinista Francesca Dego è dedicato a Beethoven, Prokof’ev, Franck e Ravel.
Ricordiamo che i soci Carta Giovani hanno lo sconto sul costo del biglietto e quindi pagano solo 8€!
La Sapienza. Piazzale Aldo Moro. Tel. 06/3610051 Roma
Federico Borzelli
Bel concerto, anche se,
Bel concerto, anche se, rispetto al passato, l'ensemble inglese sembra aver perso un po' di "tono" (e anche fuori di metafora).
Grandioso il programma presentato "Memoria italiana", un viaggio affascinante attraverso la poesia petrarchesca e popolare italiana, culminato in uno strepitoso Canto XXXII e XXXIII dell'Inferno di Dante musicato da Roger Marsh.
Di quest'ultimo, intitolato "Il Cor Tristo" ed eseguito con inframezzi ancora petrarcheschi, spicca l'intonazione (ritrovata) perfetta, la precisione e l'interpretazione drammatica delle 4 voci, tutte a turno soliste.
Difficilissimi da seguire i primi brani dal repertorio trecentesco e, con un salto di molti secoli, i "Memoria italiana" di Fabio Vecchi (realizzati appositamente per l'Hiliard Ensemble su commissione del Festival delle Nazioni), atonali e faticosi da comprendere fin dal testo per lo più in dialetto.
Su tutto, rimane nelle orecchie l'urlo drammatico di Ugolino "Poscia, più che'l dolor poté'l digiuno" e l'accordo perfetto ed apparentemente infinito del conclusivo "Noi passammo oltre" dal capolavoro di Roger Marsh perfettamente eseguito.
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