Dicci come non hai perso la memoria

La Seconda Guerra Mondiale è stato il peggior capitolo della storia dell’uomo con milioni di persone morte sui campi di battaglia ma anche nei campi di concentramento.

 

 

La follia omicida di Hitler - e di tutto il Terzo Reich - ha sistematicamente e brutalmente ammazzato milioni di persone perché non rientravano nei disumani canoni dettati da una manica di pazzi.

 

 

Lo sterminio di persone “diverse” perché avevano un altro credo politico o religioso, appartenevano a etnie diverse da quella ariana, avevano orientamento sessuale diverso dall’eterosessualità, erano portatori di malattie genetiche o in ogni caso non erano gradite al regine nazista e fascista hanno trovato la morte nei campi di concentramento.

Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche entrarono nel campo di sterminio di Auschwitz e questa data è stata scelta per commemorare le vittime dell’Olocausto.

Oggi è il cosiddetto Giorno della Memoria.

 

 

Nel nostro piccolo vogliamo ricordare tutte le vittime del genocidio nazista ma vogliamo anche invitiare i soci della Carta Giovani a documentarsi, leggere libri, vedere film e documentari, vedere mostre, visitare musei, in poche parole non perdere la memoria.

 

 

Sono tanti i libri che raccontano la Shoah  (in prima persona come nel caso di “Se questo è un uomo” di Primo Levi) così come i film (è entrato nella storia del cinema il pluripremiato “Schindler's List” di Steven Spielberg) e poi ci sono i musei (a Roma e a Bologna c’è il Museo della Memoria così come a Berlino) ma la lista è praticamente infinita e allora vi chiediamo di dirci come e dove avete avuto modo di conoscere questo orrendo capitolo della storia del '900.

 

Scrivete pure nei commenti.

 

Grazie

 

Federico Borzelli

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Il museo di Berlino mi ha

Il museo di Berlino mi ha impressionato molto. La stanza con le pareti alte 20 metri con quello spiraglio di luce sul soffitto mi ha fatto sentire come un topo in gabbia. Quando si è chiuesa la porta e il silenzio mi ha circondato mi sono sentito finito. Non c'è film, libro, documentario, quadro che mi abbia dato la stessa sensazione di "fine".

Io ho visto un film che si

Io ho visto un film che si intitola Bent, uno dei pochi dedicati allo sterminio dei gay. Il film è pieno di sorprese (c'è pure Mick jagger irriconoscibile) ma la cosa che mi ha più colpito è scopritre che per i nazisti gli omosessuali erano considerati "peggio" degli ebrei. C'è sempre da imparare e a scuola non ci insegnano troppe cose. ciao

Mio nonno fece due guerre in

Mio nonno fece due guerre in Africa: la Guerra d'Abissinia, e poi la Seconda Guerra Mondiale. A Natale per anni ci ha raccontato le tragedie della prigionia in India e le miserie fraterne della guerra. Era stato fascista convinto, ed era tornato deluso, amareggiato, fiaccato nello spirito e nel corpo, come si dice. Divenne fieramente antifascista, aveva capito cosa era il regime, ed aveva capito cosa era la libertà. Mi ha passato la passione per la Storia, per il rovistare nei fatti del passato, molto presto mi sono interessato alla Shoà e, da omosessuale, anche al dimenticato sterminio dei gay nei campi di concentramento. E non ho più smesso. Ho voluto sapere da amici ebrei la loro esperienza, dei loro nonni, dei padri. Perché più studio, più leggo, più ci penso, e meno riesco a farmene una ragione. Devo a Cosmo questa curiosità e questa sete, grazie nonno.

Qualche spunto per ricordare

Qualche spunto per ricordare anche attraverso il cinema.
Sei film dei nostri anni per il Giorno della memoria:

This Must Be The Place (2011) - Paolo Sorrentino

The Reader (2008) - Stephen Daldry

Il falsario (2007) - Stefan Ruzowitzky

Senza destino (2005) - Lajos Koltai

Rosenstrasse (2003) - Margarethe Von Trotta

Il pianista (2002) - Roman Polanski

Amen Dvd Amen Un film di

Amen

Dvd Amen
Un film di Constantin Costa Gavras
Olocausto: il silenzio del Vaticano
Seconda guerra mondiale: Kurt Gerstein, un chimico ufficiale delle SS realmente esistito, scopre che lo Zyclon B, da lui realizzato per le disinfestazioni, viene utilizzato per eliminare gli ebrei. Sconvolto da questa rivelazione ed essendo profondamente religioso cerca un contatto negli ambienti della Chiesa Cattolica perché lo sterminio venga fermato. Conosce così il giovane gesuita padre Riccardo che è ben introdotto in ambito vaticano. La speranza sta nella parola del Papa che denunci l'abominio. Ma Pio XII, per salvare i cattolici di Austria e Germania, deciderà di tacere. Ispirato al libro Il Vicario che fece scandalo al momento della sua pubblicazione, il film di Costa Gavras vuole esplicitamente riaprire ferite mai del tutto rimarginate. A partire dal manifesto (realizzato da Toscani) che mostra una croce che si distorce in svastica. Di acqua ne è passata da allora sotto i ponti del Tevere ma il silenzio papale pesa ancora come un macigno. Sul piano visivo lo stile è quello di una fiction per la tv.

Risiera di San Sabba. Campo

Risiera di San Sabba. Campo di concentramento a Trieste. Un lager in Italia? Pochi lo sanno...ma è così. Anche noi abbiamo avuto il nostro bel campo di sterminio. Noi, il Bel Paese fascista non voleva sfigurare con l'"Alleato", un piccolo lager andava costruito. Così fu.
Trieste, settembre 2011: varco il cancello e entro nell'orrore nostrano, qui si trattava il riso, un cereale che alimenta tanta umanità ma qui l'umanità ha trovato le porte chiuse, solo l'Abisso nella cella della morte, nel camino della ciminiera riattata a forno a gas. I nazisti l'han fatto saltare prima di scappare. Le mie lacrime, le spiegazioni della guida, gli occhi vitrei dei reduci, le targhe commemorative, anche il triangolo rosa dei gay morti qua. Italiani delatori contro fratelli, contro gli slavi vicini di casa, peggio delle svastiche. Peggio. Ostaggi, partigiani, detenuti politici ed ebrei. Peggio delle svastiche. Neanche la bellezza di Tergeste riesce a frenare il mio pianto di rabbia. Tutti gli italiani dovrebbero visitare la vergogna nazionale di San Sabba (insieme a quella dei delatori del Ghetto di Roma).
Così non ho perso la memoria. Shalom.

Quando ho letto il Diario di

Quando ho letto il Diario di Anna Frank, mi ricordo che mia madre mi aveva fatto mettere sul libro una copertina di plastica - "così non si fanno le orecchie" - mi diceva. Quando ho visto "Schindler's List", mi ricordo che ero nella sala polivalente vicino alla palestra delle scuole medie e scambiavo antiquate schede telefoniche da cabina con i miei compagni. Quando ho letto "Se questo è un uomo", mi ricordo che faceva caldissimo, era agosto e dovevo portare un riassunto e un'anilisi del testo per settembre. Quando ho visto al cinema "Il Pianista" mi ricordo che il mio migliore amico musicista si è commosso.....e così potrei andare avanti...io non ho perso la memoria, e la mia memoria individuale è anche memoria collettiva, ed è con quest'ultima che si evita l'oblio.

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