McCurry visto per voi

 

"Beauty, pleasure, and the good things of life are intensified, and perhaps only exist, by reason of contrast."

(Walter J. Phillips)

 

Una delle tante frasi che è possibile trovare nel blog di Steve Mc Curry, all’interno del suo sito ufficiale. Il contrasto dunque come origine del tutto, il contrasto come concetto chiave del suo fotografare.

 

Troviamo il contrasto più evidente nell’uso del colore, della saturazione, della messa a fuoco, ma guardando più attentamente si scopre il contrasto del genere umano da lui racchiuso in un frame: la bellezza e l’orrore, la guerra e l’infanzia, l’oriente e l’occidente.

 

La sensazione che si ha davanti alle fotografie di McCurry è quella di essere rapiti in un mondo che non è il nostro ma che è possibile toccare quasi con mano. Quei volti afghani, pakistani, indiani, sono immortalati in modo così nitido da rimanerne quasi infastiditi.

 

Non è necessario essere appassionati o esperti di fotografia per apprezzare le foto dell'autore americano ospitate fino al 29 aprile al Macro Testaccio di Roma.

 

L'esposizione comprende più di 200 fotografie: non mancano alcune delle sue immagini  più famose (compresi i due ritratti di Sharbat Gula) scattate nel corso della sua trentennale carriera.

 

Fanno parte della mostra - per la prima volta a Roma - i suoi lavori più recenti, ovvero gli scatti fatti dal 2009 ad oggi: il progetto "The last roll" con le 32 immagini scattate in giro per il mondo utilizzando l'ultimo rullino prodotto dalla Kodak, i recenti viaggi in Thailandia e in Birmania vengono raccontati grazie ad una spettacolare serie di immagini dedicate al Buddismo e, per finire, un lavoro inedito su Cuba.

 

Interessante anche l’allestimento che valorizza le gigantografie delle sue opere.

È come se si entrasse in delle baracche, una sorta di villaggio nomade con una serie di volumi che si compenetrano tra loro creando un vero e proprio percorso guidato.

 

Le foto sono intorno a te e sopra di te e nell’osservarle, un po’ entrano in te, non è questo il senso e il segreto della fotografia?

 

Come non citare poi la selezione delle fotografie tutte italiane di McCurry?

Non le più suggestive, ma comunque un magnifico omaggio all'Italia, frutto dei ripetuti soggiorni effettuati nel corso dell’anno appena trascorso in varie città e regioni, dal Veneto alla Sicilia, appositamente per questo evento.

 

Ma non accontentatevi di quello che vi sto dicendo, appagate la vostra curiosità e andate a vedere!

 

 

Il Museo Macro di Testaccio fa parte del circuito dei Musei civici del Comune di Roma, pertanto i soci Carta Giovani possono acquistare il biglietto d’ingresso a prezzo ridotto. Per la mostra dedicata a Steve McCurry il biglietto è di 8 euro invece che 10 euro.

 

 

Angela Sorbo

 

 

 

Museo Macro Testaccio

Piazza Orazio Giustiniani 4 - 00153 Roma

 tel +39 06 6710 70400

 

 

 

 

 

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