Luis Bunuel, Lou Reed, Laurie Anderson...

“Viridiana” – Luis Bunuel (1961) 

Il regista spagnolo che qualche anno dopo avrebbe girato il celeberrimo “Bella di giorno”, nel 1961 sconvolge i ben pensanti e manda in delirio la critica più raffinata con un film che mette il dito nella piaga nel perbenismo e nell’ipocrisia del genere umano.

La fragilissima quanto ostentata religiosità della protagonista – Veridiana - viene messa a nudo dalla vita. Un capolavoro giudicato blasfemo dalla Chiesa e bandito dal governo spagnolo mentre a Cannes vinceva la Palma d’Oro. 

 

“Transformer” – Lou Reed (1972)

E’ sicuramente il disco più importante della carriera dell’ex leader dei Velvet Underground che nel 1972 abbandona i panni del rocker alternativo per scrivere (insieme a David Bowie) 11 canzoni perfette. Dalla mitica “Walk on the wild side” a “Perfect day” a “Satellite of love”… Chi non l’ha mai sentito non è ancora nato! 

 

“Home of the brave” – Laurie Anderson (1986) 

Prima il disco, poi il tour e quindi il film. A metà dei “mitici” anni ’80 l’opera multimediale e super raffinata di Laurie Anderson mette in chiaro che si può fare arte contemporanea con uno strano violino e una voce capace di raccontare assurde storie, aneddoti paradossali, ironiche verità assolute. Al seguito di quella che 20 anni dopo sarà la moglie di Lou Reed c’erano il poeta William Burroughs, Nile Rodgers, David Van Thieghem, Bill Laswell, Adrian Belew… Una pietra miliare.

 

Federico Borzelli 

 

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