"La chiave di Sara" per non dimenticare
Mer, 21/12/2011 - 14:57 » stage
"Quando le storie non vengono raccontate, poi diventano un'altra cosa. Dimenticate."
La sensazione che si prova quando scorrono i titoli di coda è di temporaneo stordimento e viene da chiedersi se e come sia possibile andare avanti nonostante tutto, ovviamente ognuno ha il proprio “nonostante tutto”.
Quello che ci viene raccontato nel film “La chiave di Sara” è un “nonostante tutto” collettivo che, attraverso la vita descritta di Sara Starzynski (Melusine Mayance) e Julia ci conduce per mano fino alla comprensione di scelte estreme e definitive.
Tutto parte da un armadio, da una chiave, da una missione che per Sara rappresenta l’unica ragione di vita.
Siamo nella Parigi dei giorni nostri, ma contemporaneamente in una discutibile capitale francese degli anni quaranta. Julia Jarmond (Kristin Scott Thomas), giornalista americana che vive in Francia da ormai più di venti anni si sta occupando di un’inchiesta sui dolorosi avvenimenti del Veledromo D’Inverno, luogo in cui vennero concentrati migliaia di ebrei parigini prima di essere deportati nei campi di concentramento.
Un capitolo buio della storia francese, in cui il regista Gilles Paquet – Brenner, inserisce la drammatica vicenda della piccola Sara Starzynski. Quello che per Julia all’inizio era solo materiale per un articolo diventa una questione personale.
“Sfuggire alle cifre e alle statistiche per restituire un volto e una realtà a ciascuno di quei destini”
Questo l’obiettivo di un film che scende a compromessi con una realtà di cui in pochi, forse anche gli stessi francesi, ne conoscono l’essenza.
Con il Rafle du Vel’ d’hiv’, rastrellamento del velodromo d’inverno di Parigi, il 16 luglio 1942 ebbe inizio un’operazione di polizia militare che portò all’arresto di 12.884 ebrei: 4051 bambini, 5802 donne e 3031 uomini.
All’interno della costruzione, nulla era stato preparato per il loro arrivo, tutti erano stipati con meno di un metro quadrato a disposizione di ciascuno. Le pochissime persone che, in qualità di assistenti sociali, poterono entrare a portare un misero sollievo a quei disperati, parlano di condizioni disumane sotto ogni aspetto. Cibo scarsissimo, assenza di toilette, con le logiche e orribili conseguenze.
Dopo alcuni giorni, le vittime della Rafle furono deportate nei campi di Drancy e Beaune-la-Rolande e, successivamente, in Germania. Su 12.884 persone, soltanto 811 fecero ritorno.
Nel film vengono, dunque, mescolati con abilità e discrezione elementi a carattere storico, umano, sociale e comportamentale, viene raccontato un dramma che è condiviso e personale senza cadere nel lacrimevole o cedere alla compassione.
Gli avanti e indietro tra la parte del 1942 e la parte attuale della storia creano un legame molto forte tra le due epoche e se a questo si aggiungono le musiche del compositore anglo-tedesco Max Richter (è sua la colonna sonora), il risultato è sicuramente sopra le aspettative.
Aspettative che vengono alimentate dal romanzo da cui il film è tratto. “La chiave di Sara” in versione cartacea, infatti, risale al 2007 ad opera della scrittrice francese Tatiana de Rosnay (è suo anche “Segreti di famiglia” pubblicato proprio nel 2011). Il libro è diventato in poco tempo un best seller mondiale.
Tra le curiosità, il titolo originale del libro, “Elle s’appelait Sarah” viene ripreso da una celebre canzone francese (Comme toi), scritta da Jean-Jacques Goldman nel 1982, in memoria di una bambina ebrea dal destino simile a quello della protagonista.
“Elle s’appelait Sarah
Elle n’avait pas huit ans.
Sa vie, c’était douceur,
Rêves et nuages blancs.
Mais d’autres gens en avaient décidé autrement”.
“Si chiamava Sarah
non aveva otto anni.
La sua vita era dolcezza,
sogni e nuvole bianche.
Ma altre persone avevano deciso che non dovesse essere così”.
Un film assolutamente da vedere, perchè ti tiene col fiato sospeso fino ad un punto preciso che non vi dirò, e un libro assolutamente da leggere, perchè ti rapisce dalla prima pagina.
Il film uscirà in Italia il prossimo 13 gennaio, i soci Carta Giovani possono acquistare il biglietto a prezzo ridotto presso i cinema convenzionati, basta cercare nel database.
é possibile inoltre acquistare il libro "La chiave di Sara" a prezzo scontato presso le librerie convenzionate con Carta Giovani. Per esempio su Unilibro lo sconto è del 10%.
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