Re-Cycle e al Maxxi si entra gratis!
Gio, 01/12/2011 - 13:01 » Federico@CartaG...
Non si spreca neanche la carta del biglietto, oggi giovedì 1’dicembre 2011, visto che è gratis l’ingresso alla mostra “Re-Cycle Strategie per l’architettura, le città e il pianeta” al Maxxi di Roma che in occasione dell’inaugurazione apre i cancelli del complesso museale disegnato di Zaha Hadid.
L’interessante mostra presenta quanto è possibile ricavare da ciò che già esiste, riuscendo così a recuperare aggiungendo elementi che possano dare nuova vita e nuova funzione a qualcosa che ha terminato il suo ciclo o il suo scopo.
I container si trasformano in case, i ruderi in nuove abitazioni ecologiche, i silos in palazzi, i pontili in fantastiche strutture polifunzionali a mò di palafitta, i tunnel in musei, i vagoni dismessi rinascono come ristoranti, le bottiglie di vetro diventano muri multicolori, le discariche meravigliosi giardini pensili, cave abbandonate in auditorium all’aperto o, come succedeva nell’Unione Sovietica che proibiva l’importazione di dischi dall’America, le lastre radiografiche diventano long playing…
In poche parole grazie a “Re-Cycle si ribadisce il vecchio detto “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. A dire il vero non è una novità , basti pensare a quanto siano stati usati mattoni, marmi, colonne, statue e fregi dell’Impero Romano per costruire palazzi, chiese, ville e case nei secoli a seguire.
Lo stesso Maxxi era una caserma!
Ma la mostra non si limita a questo, infatti si punta il dito contro la società dei consumi che scarica i suoi rifiuti con l’illusione del recupero e del riciclaggio su popolazioni che si ritrovano a combattere con inquinamento e degrado.
La mostra del fotografo sudafricano Pieter Hugo mette il dito nella piaga e presenta il conto ai cosiddetti paesi del “primo mondo” che si liberano di materiale tecnologico che finisce in Ghana, in discariche a cielo aperto.
Le foto di “Permanent error” sono la cartina tornasole della cattiva coscienza del consumismo.
Da non perdere l’enorme scultura che i fratelli Campana hanno realizzato appositamente per la mostra. Un enorme tettoia di legno e rafia sintetica cita le capanne degli indios brasiliani. Un "classico" dell'architettura rurale si trasforma e cambia funzione per diventare un mega oggetto simbolico.
Federico Borzelli
Maxxi. Via Guido Reni 4/A. Roma
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