Steve McCurry al MACRO
Mer, 30/11/2011 - 14:18 » stage
Chi di voi non hai mai visto su qualche rivista, manifesto, trasmissione televisiva o nelle infinitesime possibilità di Google il suo sguardo magnetico?
Quegli enormi occhi verdi erano Sharbat Gula, una adolescente afgana, orfana fotografata da un fotoreporter americano. L'espressione del suo viso, resero ben presto l'immagine celebre in tutto il mondo.
La foto, scattata in un campo profughi di Peshawar in Afghanistan nel 1984, viene successivamente pubblicata sulla copertina della rivista National Geographic Magazine del numero del giugno del 1985. L'immagine divenne così una sorta di simbolo dei conflitti afgani di quegli anni.
Il genio che è riuscito a immortalare quello sguardo è Steve McCurry, fotografo e fotoreporter statunitense di fama internazionale, premiato diverse volte con il World Press Photo Awards, che si può considerare come una sorta di premio Nobel della fotografia.
Il museo MACRO di Testaccio ospita dal 3 Dicembre 2011 al 29 Aprile 2012 una grande mostra dedicata a Steve McCurry.
L'esposizione comprende più di 200 fotografie: non mancano alcune delle sue foto più famose (compresi i due ritratti di Sharbat Gula) scattate nel corso della sua trentennale carriera.
Fanno parte della mostra - per la prima volta a Roma - i suoi lavori più recenti, ovvero gli scatti fatti dal 2009 ad oggi: il progetto "The last roll" con le 32 immagini scattate in giro per il mondo utilizzando l'ultimo rullino prodotto dalla Kodak, i recenti viaggi in Thailandia e in Birmania vengono raccontati grazie ad una spettacolare serie di immagini dedicate al Buddismo e, per finire, un lavoro inedito su Cuba.
McCurry, ormai famoso per la sua fotografia suggestiva, colorata e soprattutto umana, si è fatto largo nel mondo della fotografia internazionale per il suo approccio tipico della migliore tradizione documentarista. Attraverso i suoi viaggi e i suoi occhi abbiamo assaporato le più diverse atmosfere.
Il fotoreporter con la sua arte ha coperto molte zone di conflitti internazionali e civili, tra cui Beirut, Cambogia, le Filippine, la guerra del Golfo, l'ex Jugoslavia, Afghanistan e Tibet. Si è concentrato sulle conseguenze umane della guerra, non solo mostrando quello che la guerra imprime al paesaggio, ma piuttosto, sul volto umano.
Le sue foto sono vive e riescono a cogliere la vera essenza del volto umano così come lo stesso McCurry sosteneva.
“If you wait, people will forget your camera and the soul will drift up into view”.
Il Museo Macro di Testaccio fa parte del circuito dei Musei civici del Comune di Roma, pertanto i soci Carta Giovani possono acquistare il biglietto d’ingresso a prezzo ridotto. Per la mostra dedicata a Steve McCurry il biglietto è di 9 euro invece che 11 euro.
Museo Macro Testaccio
Piazza Orazio Giustiniani 4 - 00153 Roma
tel +39 06 6710 70400
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