Gratis alle Terme di Caracalla

 

Martina, socia Carta Giovani di Roma, ci invia il resoconto della sua visita alle Terme di Caracalla durante l’iniziativa “Giornate Europee del Patrimonio” che ha offerto, in tutta Italia, la possibilità di visitare musei, gallerie e siti archeologici gratuitamente.

 

 

Domenica 24 settembre – grazie alle Giornate Europee del Patrimonio promosso dal Consiglio d’Europa e la Commissione Europea – ho visitato gratuitamente le Terme di Caracalla a Roma.

Faceva caldo, e quindi io e i miei amici siamo usciti di casa alle 5 del pomeriggio per evitare che l'afa ci fiaccasse strada facendo.

Una volta arrivati all’ingresso è bastato salutare il bigliettaio per entrare nel grande sito archeologico che per anni ho ammirato solo da fuori.

La curiosità c’è sempre stata perché, soprattutto d’estate, ad attirare l'attenzione ci pensano gli spettacoli lirici del Teatro dell’Opera e dalla strada si vede il palco,la e si sente la musica ma, per un motivo o per l’altro, non c’avevo mai messo piede.

E dire che sono di Roma!

Insomma una volta dentro ci si ritrova in spazi immensi, le mura che sorreggevano le volte (la maggior parte crollate) sono alte decine di metri, mentre rimangano praticamente intatti i pavimenti delle sale dove i romani si rilassavano tra bagni turchi, saune, vasche con l’acqua fresca e piscine circolari dove ci si perdeva in chiacchiere…

La struttura fatta costruire da Caracalla nel 200 d.C. copre un’area veramente gigantesca e infattti al suo interno c’erano pure palestre e biblioteche.

Buona parte pavimenti in mosaico – alcuni in bianco e nero altri a colori - è perfettamente conservata e i colori e le forme sono veramente incredibili.

 

Ovviamente avevo portato la macchina fotografica e quelle che vedete sono le foto che ho scattato.

Come spesso facciamo ci siamo imbucati in un gruppo che con la guida faceva la visita, facendo i vaghi abbiamo scoperto che le falde acquifere della collina, dove ora corre via Guido Baccelli, garantivano il flusso necessario per piscine grandi  come tre campi da tennis.

Girando senza meta ti ritrovi davanti a tronchi di colonne del diametro di quasi 2 metri e allora ti rendi conto, ancora di più, dell’enormità del posto.

Visto che a Roma non si butta e niente e come dice il detto “Quello che non hanno fatto i Barbari, hanno fatto i Barberini” tutte le statue e i marmi che abbellivano le terme di Caracalla sono stati usati per impreziosire i palazzi della famiglie nobili della città ed è proprio da qui che vengono le due bellissime fontane che ora stanno ai lati di Piazza Farnese.

Per concludere la cosa che mi ha colpito di più è stata la totale assenza di guardiani e custodi.

Insomma è vero che si aprono i cancelli al pubblico ma mi pare di capire che c’è chi entra e chi rimane a casa lasciando senza controllo un patrimonio inestimabile.

 

 

Ricordiamo che i soci Carta Giovani hanno lo sconto sul biglietto di tutti i Musei Civici di Roma e quindi hanno diritto alla riduzione.

 

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