L’India vista da Pietro

 

Pietro è un socio Carta Giovani che è andato in Rajastan (India) con un viaggio organizzato da Cts.

Al suo ritorno ci ha inviato un breve resoconto.

Ricordiamo che la redazione del sito Carta Giovani è interessata a dare visibilità agli articoli, alle foto, alle recensioni scritta dai soci.

 

Inviate pure a redazione@cartagiovani.it

 

India in my mind

 

L’India è caos! Di colori, suoni, odori, emozioni.

Ma non ci si perde anzi ci si ritrova, come per incanto.

 

E’ la perdita di un occidente sfrenato, immorale, caotico sul serio, che si incontra con la limpidezza dei volti e con la luce che brilla negli occhi di chi ti guarda e che te li fa sembrare tutti amici.

 

Mi sono sentito da subito accolto in un grande e secolare abbraccio nonostante fossi un occidentale e un po’ colonizzatore.

Il mio arrivo a Nuova Delhi mi era sembrato un caso.

La verità è che in quel momento era l’unico posto in cui potevo stare e così mi sono concesso una lunga settimana di purificazione dell’anima.

 

Sono partito così per il Rajasthan a bordo di un pullmino giallo degli anni ottanta, perfettamente tenuto con addirittura piccoli ventilatori ad ogni sedile da utilizzare nel periodo più caldo, quando la temperatura raggiunge l’insopportabile.

 

Nuova Delhi-Mandawa il primo lungo tragitto.

 

Otto ore per fare 250 km, sì otto ore. Le più belle otto ore della mia vita.

Abbiamo attraversato villaggi, visto dromedari, scimmie, elefanti, mucche, incantatori di serpenti, maghi, arcobaleni in gara sui tetti delle case che al tramonto sembravano tanti fili d’erba spinti dal vento.

 

E poi gli haveli, le canzoni, i paesaggi, i palazzi…di Jaipur.

Un girone dantesco in principio ma poi no, tutto aveva un senso da lassù, da quel palazzo che dominava la città dove da un tempio induista si cantavano le gesta di un dio a me sconosciuto.

E poi il Taj Mahal.

Il trionfo dell’amore, del colore, della purezza, accecante e maestoso.

Sette giorni a chinare il capo per ringraziare a mia volta della tanta bellezza.

Namasté India, incantevole India.

 

Pietro

 

La convenzione con il Cts:

Il socio Carta Giovani ha diritto ad una agevolazione sulla quota associativa pari a 19€ anziché 30 €.

 

 

 

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Un luogo unico e

Un luogo unico e meraviglioso! tanto dura e cruda, quanto in grado di rapire la mente attraverso il turbinio di colori, suoni, profumi...e sapori! Io non la dimentichero' mai!

Emiliano

Si, è vero, è un posto

Si, è vero, è un posto incredibile.
Sembra di essere atterrati su un altro pianeta.
Ma tocca pure dire che la quantità di smog che si respira nelle grandi città è devastante.
La consolazione è che quando ti siedi al ristorante, i sapori e le spezie e le essenze che la cucina indiana usa si impossessano del tuo palato.
La cucina indiana è ricca, è vastissima, è completa, è piena di sorprese.
E i turisti italiani che si ostinano a mangiare spaghetti e chiedere l'espresso sono ridicoli.

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