Io sono Cristina... la recensione del concerto
Mer, 03/11/2010 - 13:14 » Federico@CartaG...
Pubblichiamo la recensione che Claudio Suriano ha fatto del concerto di Cristina D’Avena e Gem Boy che si è tenuto a Roma il 23 ottobre.
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"CRISTINA D'AVENA E' UN MITO" di Claudio Suriano
Detto questo, per quanto mi riguarda, la recensione potrebbe finire qui, ma è doveroso argomentare…
In epoca di incertezze, di crisi sociali ed economiche, di punti di riferimento che cambiano e si estinguono irrimediabilmente, Cristina D’Avena resta uno dei pochi punti fermi imperituri.
Lei è per me un faro luminoso e rassicurante, la vera ”regina” incontrastata delle sigle dei cartoni animati, dove nel regno ci sono Cavalieri del re, Rocking horse, Superobots, Oliver Onions, Giorgia Lepore, Nico Fidenco e molti altri, ma del quale in 29 anni di carriera, lei ne ha mantenuto strenuamente lo scettro, forte di ben 380 sigle incise, oltre 300 pubblicazioni tra album e singoli e di dieci milioni di dischi venduti.
Il mito si rinverdisce di generazione in generazione, grazie anche alla tournèe (nei maggiori palazzetti italiani) che la vede dividere il palco con i Gem Boy, celebre band “parodia” delle sigle appunto.
Il tour va avanti da oltre due anni ormai!
Il live vede la band giocare a ”dissacrare” il personaggio di Cristina, stemperandone i tratti piu forzatamente dolciastri e retorici, gioco al quale si presta con inaspettata autorironia.
E’ proprio dal vivo e con il loro supporto live che le sigle assumono una nuova luce, inedita e dirompente, assurgendo allo status di “vere” canzoni.
Una vera e propria “icona”, amatissima dai bambini, dai gay con il gusto del trash e dalle famiglie, la D’Avena e’ passata indisturbata attraverso anni di successi discografici, iterpretando telefilm che battevano in ascolti i telegiornali della sera vedendo schizzare la sua popolarita’ alle stelle, riempiendo palazzetti (famosi i suoi storici concerti al Forum di Assago tra il 1989 e il 1991, con oltre 20 mila spettatori paganti), fino ai momenti meno felici degli anni ‘90, quando i detrattori la accusavano di essere patetica, di coverizzare orrendamente sigle classiche del passato, con testi improbabili farciti di banalita’ buoniste.
Cristina si ama o si odia, ma sfido qualsiasi ragazzo della mia generazione (sono del’80), a non intonare almeno una sua canzone.
Forse la sua forza e’ proprio questa: in ognuno di noi c’e’ almeno un piccolo ricordo legato a lei, a quei pomeriggi passati con pane e Nutella a guardare “Bim Bum Bam”, aspettando quei cartoni e quelle sigle, che per dieci minuti ci facevano entrare in un altro mondo.
Il sito ufficiale di Cristina D'Avena
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