Festival della Letteratura Ebraica - Tra musica e racconti
Lun, 11/10/2010 - 10:07 » cartagiovani
La terza edizione del Festival Internazionale di Letteratura Ebraica (dal 9 al 13 ottobre 2010 a Roma alla Casa dell’Architettura in Piazza Manfredo Fanti 47 e al Palazzo della Cultura in via del Portico d’Ottavia 73) nasce dal desiderio di raccontare, attraverso la voce degli scrittori e dei libri, come l’ebraismo si confronta con i quesiti più attuali che coinvolgono la nostra società all’alba del XXI secolo.
Con un approccio metalinguistico, questa edizione si snoderà in un dialogo stimolante con scrittori, esegeti, giornalisti, registi e critici letterari internazionali, con la volontà di contribuire al dibattito pubblico proponendo anche quest’anno cinque giorni per scoprire gli infiniti percorsi tracciati nel corso dei secoli dalla Letteratura Ebraica e le nuove frontiere, assieme alle sfide che essa dovrà affrontare nel futuro.
Il Festival inaugura sabato 9 ottobre alle ore 20.30 alla Casa dell’Architettura con “Natural Born Writers”, un incontro tra Paolo Giordano e Ron Leshem. Un confronto tra due giovani scrittori, uno italiano e uno israeliano, che hanno conquistato il pubblico internazionale grazie ai loro romanzi d’esordio: Giordano, autore di “La solitudine dei numeri primi” (Mondadori, 2008) intervista Leshem, autore di “Tredici soldati” (Rizzoli, 2007).
Alla Cabbalà è dedicata un’intera giornata del Festival, domenica 10 ottobre. Il termine ebraico Cabbalà, che nel linguaggio talmudico significa semplicemente “tradizione”, è utilizzato per definire la mistica ebraica e le tradizioni esoteriche dell’ebraismo. La Cabbalà è la saggezza di “ciò che è nascosto” e i cabbalisti sono “gli uomini dell’interiorità”, che perseguono instancabilmente la loro ricerca della luce e della verità nascoste in tutto ciò che esiste. La Cabbalà ha sempre esercitato un grande fascino sull’uomo in cerca di risposte sulle grandi questioni dell’esistenza. È un percorso suggestivo e profondo, ma anche pericoloso se l’avvicinarsi alle profondità dello spirito e alle altezze dell’insondabile non viene affrontato con serietà e rigore. Con l’aiuto della scrittrice eritrea Yarona Pinhas (“L’uomo e l’universo tra lettere e numeri” alla Casa dell’Architettura alle ore 11.00), del rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni e del Professor Giulio Busi, massimo esperto internazionale di Cabbalà (“Spiegare la Cabbalà” al Palazzo della Cultura in Via Portico d’Ottavia 73 alle ore 18.00 – l’incontro è seguito da un aperitivo) si cercherà di raccontare che cos’è esattamente la mistica ebraica, di svelarne le profondità e - in parte - i misteri, tracciando una netta distinzione tra ciò che è semplice superstizione e ciò che è frutto di un vero e sincero studio dei testi ebraici.
La serata di domenica 10 ottobre si conclude alla Casa dell’Architettura alle ore 21.00 con la proiezione del film “Il Giardino dei Finzi Contini” di Vittorio De Sica (1970). Manuel De Sica e Alain Elkann ripropongono al pubblico del Festival uno tra i capolavori del cinema italiano più apprezzati all’estero, che riesce ancora oggi a raccontare la storia, il dolore e la ferita profonda della Shoah. Dal palco del Festival Internazionale di Letteratura Ebraica si intende anche lanciare un appello affinché la pellicola del film, restaurata nel 1996 dalla Sony Pictures, possa essere digitalizzata per garantirne l’adeguata conservazione.
La giornata di lunedì 11 ottobre il poeta israeliano di origine irachena Ronny Someck sarà intervistato dallo scrittore e poeta italiano Edoardo Albinati (“Blues del terzo bacio. Poesia” alla Casa dell’Architettura alle ore 18.30). Someck è considerato uno dei maggiori poeti israeliani della giovane generazione, è spesso invitato a festival di poesia negli Stati Uniti, in Africa e in Europa. Ha pubblicato nove antologie di poesia e un libro per bambini. È giornalista e critico letterario e creatore di opere visive e musicali. Albinati si è sempre interessato a situazioni e storie in cui i personaggi si trovano in stato di emergenza, e devono sfruttare tutte le loro risorse per sopravvivere e vincere.
La serata di lunedì 11 ottobre (alle ore 20.30 alla Casa dell’Architettura) riserva un appuntamento in esclusiva per il Festival: la presentazione del nuovo libro del romanziere israeliano Meir Shalev, uscito in Italia il 29 settembre, “È andata così” (Feltrinelli, 2010). Sarà Simonetta Della Seta, Consigliere per gli Affari Culturali dell’Ambasciata d’Italia in Israele, studiosa e giornalista specializzata in Storia del Medio Oriente e Storia del Popolo Ebraico, ad intervistare l’autore, noto per la sua straordinaria vena poetica ed ironica al tempo stesso. Shalev racconta in questo libro la storia della sua famiglia che è stata, negli anni venti del secolo scorso, fra i fondatori di Nahalal, un villaggio agricolo nel Nord d’Israele. Shalev torna a Nahalal, rievoca l’amore dei suoi genitori, le gioie e i dolori della sua famiglia. Lo fa con il consueto e straordinario garbo letterario, creando situazioni sempre in bilico fra il verosimile e l’impossibile. Che però qui ci dice essere tutto frutto della realtà, della vita vissuta.
“Ebraismo e persuasione in Carlo Michelstaedter” è l’incontro che il Festival dedica, martedì 12 ottobre (alla Casa dell’Architettura alle ore 10.30) al poeta, filosofo e artista goriziano Carlo Michelstaedter (1887-1910), morto suicida per un colpo di rivoltella, nell’anno del centenario della sua morte. Lo scrittore, saggista, critico letterario e accademico italiano Sergio Campailla e Benedetto Carucci Viterbi, preside delle scuole ebraiche di Roma e vice direttore del Corso di Laurea in Studi Ebraici del Collegio Rabbinico Italiano, ricorderanno e illustreranno al pubblico e agli studenti la figura e il pensiero di Michelstaedter.
Nella serata di martedì 12 ottobre (alla Casa dell’Architettura alle ore 18.30) si terrà un originale “Dialogo sull’umorismo”, un incontro tra lo scrittore, giornalista, conduttore televisivo e radiofonico Bruno Gambarotta, lo sceneggiatore Enrico Vanzina e Daniel Vogelmann, fondatore della casa editrice fiorentina Giuntina e curatore del recente volume “Le mie migliori barzellette ebraiche” (La Giuntina, 2010).
Concludono la giornata di martedì 12 ottobre (alla Casa dell’Architettura alle ore 20.30) la corrispondente del Corriere della Sera a New York Alessandra Farkas e la scrittrice americana Erica Jong per l’incontro sulla letteratura ebraica americana al femminile “Paura di volare”, dal titolo del primo romanzo della Jong, scritto nel 1973 e pubblicato in Italia da Bompiani nel 2000.
Con un incontro alla Casa dell’Architettura e un concerto al Palazzo della Cultura al Portico d’Ottavia si conclude mercoledì 13 ottobre la terza edizione del Festival Internazionale di Letteratura Ebraica.
Il giorno dopo la finale del Man Booker Prize 2010 (per il quale concorre e quindi potrebbe arrivare al Festival in veste di “neo-vincitore”) il romanziere, saggista, giornalista e umorista britannico Howard Jacobson incontra lo scrittore Alessandro Piperno per un’intervista su “Che cos’è l’amor” (alle ore 19.30 alla Casa dell’Architettura), occasione per parlare anche di “Un amore perfetto” (Cargo 2010), il romanzo di Jacobson sull’amore, sul sesso e sulla paura degli uomini verso ciò che rappresenta per loro il più grande mistero: la donna.
Grande chiusura, mercoledì 13 ottobre (alle ore 22.00 presso il Palazzo della Cultura in Via Portico d’Ottavia 73) con il concerto “Musica Immaginaria Mediterranea” di Raiz & Radicanto. Arrangiando la canzone napoletana come una cantiga sefardita o cantando un tradizionale mediorientale come potrebbe fare Sergio Bruni, il progetto cerca di mettere in risalto tutte le cose in cui le differenti culture musicali del mediterraneo si assomigliano - “immaginando” appunto una musica unica e panregionale - portando indirettamente così anche un messaggio di pace e mutuo riconoscimento in una parte di mondo ancora attraversata da dolorosi conflitti.
L’incontro di Raiz con il gruppo barese Radicanto si è consolidato negli ultimi anni con la realizzazione di tour e lavori discografici per la Universal Music (dal precedente “Uno” del 2007 al nuovo “Ya!” di prossima uscita, prevista per gennaio 2011).
Raiz, voce storica della band Almamegretta, estrarrà dalla valigia che lo accompagna nel suo viaggio gli strumenti della tradizione per raccontare un pentagramma di mediterraneo, poesia e immaginazione. I RADICANTO, che nel loro percorso artistico vantano collaborazioni con alcuni tra i massimi esponenti della musica di tradizione ma anche d’autore e jazz sia in contesti cinematografici che dal vivo, hanno dato vita a colonne sonore per il cinema, il teatro e la televisione e si sono esibiti nei maggiori festival europei.
Anche quest’anno, per tutta la durata del Festival alla Casa dell’Architettura, è allestito un “book-corner” per gli appassionati di letteratura ebraica, con proposte di narrativa, saggistica, liturgia, preghiere, Cabbalà e testi sacri dalla Mishnà al Talmud. Il corner è a cura della libreria Kiryat Sefer (in italiano, Città del Libro) che ha appena aperto nel cuore del vecchio ghetto.
L'ingresso è gratuito.
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Ma comé possibile questo?
Ma comé possibile questo? Non lo sapevo :-O
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